Bonus ristrutturazioni

Tra i bonus casa, il bonus ristrutturazioni è tra i più gettonati e favorevoli per tutti coloro che devono intervenire sulla propria
abitazione.L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2020 è possibile usufruire di una detrazione più elevata (50%) e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro.

Come funziona

Per usufruire della detrazione, è necessario pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale parlante, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

A chi spetta

Possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. In particolare, hanno diritto alla detrazione:

  • Il proprietario o il nudo proprietario;
  • Il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso,abitazione o superficie);
  • L’inquilino o il comodatario;
  • I soci di cooperative divise e indivise;
  • I soci delle società semplici;
  • Gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile.
  •  Il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge

In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile. La condizione di convivente o comodatario deve sussistere al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori.

Per coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano della detrazione, le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente, a meno che non intervenga accordo diverso tra le parti.

Ha diritto alla detrazione anche chi esegue i lavori in proprio, soltanto, però, per le spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Quali sono le spese ammesse?

Le spese ammesse si distinguono per gli interventi in condominio e su edifici singoli. Nel dettaglio, la detrazione del 50% spetta per:

  • Lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001)
  • Interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • Installazione di ascensori e scale di sicurezza;
  • Realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
  • Sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso;
  • Rifacimento di scale e rampe;
  • Interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • Recinzione dell’area privata;
  • Costruzione di scale interne.

Quali documenti conservare?

Tra i documenti da conservare e presentare in caso di un controllo o verifica da parte dell’Agenzia delle Entrare ci sono:

  • Abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
  • Domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • Ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta;
  • Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso
    del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • Comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • Fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute;
  • Ricevute dei bonifici di pagamento.
Bonus casa 2020:detrazioni per mobili ed elettrodomestici

Come il bonus ristrutturazioni, anche il bonus mobili è stato prorogato per il 2020. Indipendentemente dall’importo delle
spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

Quali acquisti rientrano nella detrazione?

La detrazione spetta per l’acquisto di:

  • Mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. E’ escluso l’acquisto di porte,pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.
  • Elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Anche per il bonus elettrodomestici va effettuata la trasmissione dei dati all’ENEA. Per ottenere la detrazione fiscale, è obbligatorio comunicare i dati relativi alle spese sostenute per l’acquisto.

Quali documenti conservare?

Anche in questo caso è necessario conservare una serie di documenti che possono essere soggetti ad un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate:

  • Ricevuta del bonifico;
  • Ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • Documentazione di addebito sul conto corrente;
  • Fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
Sismabonus

Il Sismabonus offre la possibilità di incentivare la prevenzione e la messa in sicurezza delle abitazioni, attraverso il miglioramento
della classe sismica degli immobili. La detrazione varia dal 50% fino all’85% in base alla possibilità di generare anche un risparmio energetico attraverso l’intervento effettuato. In particolare:

  • Sisma bonus al 50% per interventi che non apportano miglioramenti di classe sismica;
  • Sisma bonus al 70% per interventi che apportano miglioramenti di una classe sismica;
  • Sisma bonus all’80% per interventi che apportano miglioramenti di due classi sismiche.

Per i condomini l’importo del sisma bonus è incrementato del 5%, con la possibilità quindi di arrivare all’85% nel caso di
miglioramenti di due classi sismiche. Lo sconto applicato sarà ripartito in 5 quote annuali di pari importo e rientrano tra le spese ammesse in detrazione per la realizzazione degli interventi antisismici anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Bonus verde:la detrazione per giardini e terrazze

Grazie al decreto Milleproroghe 2020 i contribuenti avranno la possibilità di detrarre le spese relative per la corretta manutenzione
del suo spazio verde dal giardino, al balcone al terrazzo. Il limite massimo dell’importo detraibile è fissato in € 5.000, pertanto potranno essere recuperati nella dichiarazione dei redditi fino a €1.800 (ovvero il 36% di €5.000).

Quali sono i lavori ammessi?

Le opere e gli interventi che possono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi sono:

  • Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni;
  • Impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;Riqualificazione di prati;
  • Grandi potature;
  • Fornitura di pianti ed arbusti;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Occorre ricordare ed evidenziare che fra i costi detraibili rientrano anche le spese di progettazione purché relative a lavori
successivamente effettuati.

Modalità di pagamento

Il pagamento delle spese sostenute deve avvenire esclusivamente solo nei seguenti modi:

  • Bonifico bancario o postale;
  • Assegno bancario o postale;
  • Carta di credito;
  • Bancomat

A differenza dell’ Ecobonus, Bonus ristrutturazione casa e Bonus mobili ed elettrodomestici, in questo caso non è richiesto in alcun modo la forma del bonifico parlante. Sulla fattura, obbligatoria, saranno infatti riportate le informazioni relative alla tipologia di lavori effettuati.

I documenti da conservare:

Per poter accedere al bonus verde 2020, è necessario conservare con cura i documenti necessari da presentare poi al momento della dichiarazione dei redditi e per eventuali controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate:

  • Fattura con indicazione del codice fiscale del richiedente, partita iva e ragione sociale dell’azienda che effettua il lavoro, tipologia ed indicazioni dei beni e servizi;
  • Documentazione del pagamento, consistente in copia del bonifico, ricevute del pagamento con carte di credito,bancomat.
Bonus caldaia e stufa a pellet

Con il bonus caldaia e stufa e pellet 2020, è possibile ottenere agevolazioni per l’acquisto di nuovi sistemi di riscaldamento.
Le detrazioni possono arrivare fino 65%, tuttavia gli importi e le modalità per usufruire dei benefici variano.I bonus caldaia e stufa a pellet rientrano tra le agevolazioni del”pacchetto casa” che sono stati prorogati dalla Legge di Bilancio per quest’anno.
Tra le condizione da rispettare per poter beneficiare delle agevolazioni vi è:

  • Il pagamento attraverso bonifico bancario parlante e la conservazione di tutta la documentazione rilasciata dal tecnico che effettua l’intervento.
  • Entro 90 giorni dall’ installazione è necessario che il contribuente invii all’ENEA la scheda informativa degli interventi e l’attestazione della classe energetica.

Il bonus caldaia si rivolge a coloro che hanno intenzione di cambiare la propria caldaia con una nuova a condensazione di classe energetica A o superiore.Due sono i tipi di agevolazione possibile:

  • La prima è rivolta a chi deve ristrutturare casa, e rientra nel bonus ristrutturazioni;
  • L’altra è rivolta chi vuole ottenere un risparmio energetico,dunque rientra nell’ecobonus.Le due detrazioni non sono cumulabili, quindi si dovrà scegliere tra una delle due opzioni.

Le detrazioni fiscali del bonus caldaia variano a seconda del tipo di efficienza energetica della caldaia e delle valvole termostatiche installate:

  • Se l’intervento riguarda l’installazione di una caldaia a condensazione di classe A, allora la detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta;
  • Se l’intervento riguarda l’installazione della caldaia a condensazione e di sistemi di termoregolazione evoluti
    di classe V, VI o VII, o impianti dotati di apparecchi ibridi con sistema a pompa di calore e caldaia a condensazione, l’incentivo fiscale sale al 65% della spesa sostenuta.

A chi spetta e come richiederlo?

Il bonus caldaia 2020 può essere richiesto da chi installa una nuova caldaia in occasione di una sostituzione per risparmio energetico o nel caso sia in corso la ristrutturazione dell’immobile. Possono fare richiesta degli incentivi dedicati all’acquisto di una nuova caldaia:

  • Il proprietario dell’immobile oggetto dell’intervento;
  • L’affittuario.

Fondamentale è conservare i documenti rilasciati dal tecnico e pagare tutte le fatture attraverso bonifico bancario parlante. Infine, per portare in detrazione le spese sostenute, è indispensabile effettuare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’installazione della caldaia, con la scheda informativa dei lavori effettuati e l’attestazione della classe energetica.

Bonus stufe a pellet

Anche per le stufe a pellet vale la stessa distinzione proposta per le caldaie: ovvero a scelta tra una detrazione del 50% se rientra nel bonus ristrutturazioni e del 65% nel caso rientri nell’ecobonus. Nel secondo caso, però, è necessario il rispetto di una serie di requisiti specifici:

  • Rendimento utile alla potenza nominale della stufa pari ad almeno l’85% (classe 3 della norma europea EN 303-5);
  • Rispetto del limite di emissioni fissato dal DL 152/2006;
  • Rispetto dei limiti di trasmittanza termica previsti dal DL 192 del 2005 per abitazioni ubicate nelle zone climatiche C, D, E, F.

Come per il bonus caldaia è necessario dare comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’intervento. Il rimborso IRPEF viene
erogato in 10 rate annuali di pari importo.

Bonus facciate 2020

Il bonus facciate è una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio: con questa agevolazione si ha diritto ad una detrazione fino al 90% delle spese sostenute per il rifacimento delle facciate esterne degli edifici.

Elenco dei lavori ammessi

I lavori ammessi in detrazione sono quelli di manutenzione ordinaria che riguardano:

  • Le strutture opache della facciata, balconi;
  • Ornamenti e fregi;
  • Intonacatura, rifacimento ringhiere, decorazioni e balconi.

Questo significa che gli interventi per cui è possibile richiedere il bonus facciate sono quelli di pulitura e tinteggiatura esterna, ma con dei limiti su zone e sul tipo di lavori.A questo proposito, se gli interventi riguardano l’intonaco di almeno il 10% della superficie della facciata, sarà obbligatorio rispettare i requisiti di efficienza energetica, e a quel punto ai contribuenti converrà optare per l’ecobonus.Il bonus non è applicabile agli interventi su impianti elettrici esterni o condutture pluviali; così come non è possibile chiederlo per vetri, infissi, impianti di illuminazione e cavi televisivi.Il recupero del 90% delle spese è consentito soltanto nelle zone
A e B, rispettivamente centri storici e aree totalmente o parzialmente edificate. E’ invece escluso per le zone omogenee C, troppo poco urbanizzate.

A chi spetta e come richiederlo

Analogamente a quanto previsto per la detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia, l’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Hanno inoltre diritto alla detrazione, purché sostengano le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture:

  • Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • Il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • Il componente dell’unione civile;
  • Il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Per usufruire del bonus il beneficiario dovrà effettuare il pagamento delle spese detraibili mediante bonifico bancario dal quale
risulti:

  • La causale del versamento;
  • Il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • Il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto
    a favore del quale il bonifico è effettuato.

Infine, fondamentale è conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le fatture o le ricevute fiscali comprovanti
le spese effettivamente sostenute e la ricevuta del bonifico bancario attraverso il quale è stato effettuato il pagamento.